
"La Binetti, neuropsichiatra che vuol guarire i gay"
Il sito dell'Unità riporta in queste ore un articolo che vi invito a leggere qui
a tal proposito rispondo usando le parole usate da Larvotto che in pratica ha scritto ( precedendomi) tutto quello che avrei voluto scrivere io a riguardo. Ecco il suo post:
"Sono assolutamente d’accordo con la senatrice Paola Binetti, l’omosessualità è una malattia gravissima, e come tale va curata.
Me ne sono reso conto fin dal primo momento che la mia vita sarebbe stata un inferno.
Io voglio guarire e voglio, anzi, pretendo, che qualcuno trovi la cura giusta per quelli come me.
Ma che vita è l’essere gay?
Dobbiamo fare tutto di nascosto, come dei ladri, non possiamo camminare mano nella mano con il nostro compagno e men che meno definirci “una coppia”, non possiamo fare sesso perché è peccato, non possiamo nemmeno farci vedere in giro perché i bambini potrebbero restarne traumatizzati.
E allora basta, alimortis, mi arrendo, avete vinto voi... aiutatemi.
Ovviamente bisognerà iniziare a vedere le cose con un’altra ottica.
Visto che siamo dei malati, quale terapia dobbiamo seguire?
Quanti giorni di malattia posso chiedere al mio medico curante?
Ed inoltre, se le cure non dovessero avere nessun effetto, sono destinato a restare gay per sempre?
In questo caso, essendo la mia una malattia che è giusto considerare tale, pretendo una pensione di invalidità, e visto che non ci è consentito condurre una enorme fetta della vita normale, direi che potremmo tranquillamente chiedere il 60%.
Dite che può bastare?
Senatrice Binetti, lei che ha così confidenza con il cilicio sicuramente capirà cosa significa soffrire, e quindi ci aiuti, la prego, ne abbiamo bisogno. Tutti. "
